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Il drammatico incidente aereo avvenuto all’aeroporto di Hausen

von Hermann Mettler
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La storia che segue è dedicata alle donne che, di tanto in tanto, legano le riviste in fasci per la raccolta della carta da riciclare. Infatti, per una volta, il contenuto non include dati tecnici né dettagli costruttivi, ma piuttosto i pensieri dei membri della famiglia che, insieme al padre appassionato di aeromodellismo, partecipano a una giornata dedicata al volo. La trama è composta da fatti e un po’ di finzione, dalla cui combinazione è nato un racconto non del tutto fedele alla realtà. L’autore chiede quindi un po’ di indulgenza ai lettori appassionati di tecnologia.


Anche gli aerei d’epoca hanno trovato casa a Hausen

«Entrambi gli aerei sono sicuramente qui nell’hangar di Hausen. C’erano già anche l’ultimo giorno di volo», disse la bambina alla sorella. Il padre sostiene che i due aerei fossero sicuramente custoditi presso i loro proprietari in una casa unifamiliare. La mamma ipotizza che per trasportarli fin qui sia necessario un camion. Il papà la contraddice. Ritiene che basti anche un furgone di medie dimensioni.



L'aereo del signor Etrich

Sulle ali di quell’aereo dall’aspetto storico è scritto il nome Etrich. Quindi questo velivolo deve probabilmente appartenere a un certo signor Etrich, che ha semplicemente dipinto il proprio nome in modo ben leggibile sulle ali. A differenza di quei veloci jet a reazione, qui chiunque può riconoscere già da terra chi sta volando così maestosamente nel cielo sopra le teste degli spettatori. Il signor Etrich è anche vestito in modo pratico. Indossa una spessa giacca da aviatore marrone foderata con morbida e calda pelle di agnello. La sua testa è ben protetta da un berretto di pelle imbottito. Per essere sicuro di non prendere freddo, si è anche avvolto intorno al collo una sciarpa di lana bianca. L’aereo del signor Etrich viene analizzato più a fondo dai due genitori. La madre osserva, con un tono leggermente beffardo, che le ruote di quell’aereo sono state sicuramente smontate di nascosto da un passeggino fuoristrada. Il padre la prende un po’ in giro, sostenendo che prima o poi una cosa del genere andrebbe fatta. Così i bambini viziati imparerebbero finalmente a camminare con le proprie gambe, invece di farsi sempre portare in giro dalla mamma nel «Mercedes dei pannolini».


Sarebbe ora di tornare a casa

Sono quasi le 17. La madre vorrebbe finalmente tornare a casa. In realtà, non è poi così scontenta di questa giornata. In questa occasione, infatti, ha rivisto dopo tanto tempo la sua ex compagna di squadra della squadra di pallavolo. Quest’ultima era in compagnia del suo bel fidanzato ed è ancora single. Da lei ha appena saputo quanto sia conveniente andare in vacanza alle Maldive al momento. È tutto compreso. Persino il massaggio quotidiano e il centro fitness. Anche l’abbronzatura è praticamente inclusa nel pacchetto, che è davvero conveniente. Purtroppo, però, non è riuscita a scoprire cosa si possa fare lì con dei bambini annoiati e piagnucolosi. Con due piccoli aeromodelli in tasca, la giornata di oggi è risultata conveniente. Durante il giro tra le bancarelle del negozio di modellismo, la madre è riuscita a dissuadere con successo il marito dall’acquistare un elicottero già assemblato. Per il soggiorno era decisamente troppo grande. E se mai ne fosse stato fatto decollare uno lì dentro, il caro maritino avrebbe dovuto raccogliere personalmente ogni granello di polvere sollevato con lo straccio. Di certo non si potrebbe far volare nemmeno sul prato davanti all’appartamento al piano terra, perché si disturberebbero i vicini mentre fanno il barbecue. E anche nel parco giochi del complesso residenziale ci sarebbero tanti altri bambini che vorrebbero assolutamente provarlo a loro volta. Dato che un elicottero del genere avrebbe anche delle pale del rotore affilate, sarebbe troppo pericoloso. Se questo valga solo per l’elicottero o anche per i bambini, però, lo lasciò in sospeso. Così, l’elicottero che avevano adocchiato rimase sul espositore del venditore. E i soldi risparmiati si sarebbero sempre potuti spendere per qualcosa di più utile durante le prossime vacanze nei mari del sud. Ma la mamma non osò più esprimere ad alta voce questo pensiero.



Gli aerei a elica sono semplicemente troppo pericolosi per i bambini piccoli

Anche le due ragazze, dopo lunghe discussioni, si sono lasciate convincere dai vantaggi degli aeroplani in schiuma estremamente robusti. Gli aeroplani elettrici con eliche sarebbero destinati a bambini più grandi. Per pilotarli, infatti, ci vorrebbe già una discreta esperienza di volo. Altrimenti, un aeroplano del genere si romperebbe in un batter d’occhio. E questo anche se poi si riuscisse a incollare di nuovo insieme i singoli pezzi. Se l’aereo a motore fosse davvero così robusto come sostiene il venditore, allora si romperebbe solo il finestrino. E lei, la madre, dovrebbe poi occuparsi di nuovo della seccatura con l’amministrazione condominiale.

Alla fine si è optato quindi per i due alianti in schiuma, molto resistenti. Si potrebbero portare con sé durante la prossima escursione e lanciarli giù da una piccola altura. I bambini avrebbero poi dovuto recuperarli a terra e, con questo tipo di gioco, si sarebbero stancati al punto che la sera non avrebbero più avuto voglia di litigare e, per una volta, sarebbero andati a dormire puntuali. Allo stesso tempo, questo acquisto avrebbe anche alleggerito il bilancio familiare. Queste erano le ulteriori riflessioni di una madre già piuttosto esperta. Ormai era davvero ora di tornare a casa. Dopotutto, bisognava ancora preparare la cena e i bambini dovevano andare a letto per tempo. Domani mattina, infatti, le signorine avrebbero dovuto andare puntuali all’asilo, spiegò la mamma con voce impaziente.


C'è ancora un'ultima esibizione aerea da vedere

Ma le cose sono andate diversamente dal previsto. A quanto pare, il signor Etrich voleva ancora effettuare un volo d’addio. Non potevamo certo perdercelo. Soprattutto ora che lo spazio davanti al nastro di delimitazione rosso e bianco si era finalmente liberato. Quindi via verso il posto in prima fila. Anche mio padre pensava che tornare a casa in quel momento non servisse a nulla. Infatti, in quel momento tutti i visitatori stavano tornando a casa contemporaneamente. Così ci si sarebbe ritrovati inutilmente nel traffico, mentre qui si stava mettendo in scena ancora una volta qualcosa di fantastico. Nello stesso istante, l’annunciatore sul campo raccomandava per l’ultima volta le ottime salsicce alla griglia, che ora si potevano acquistare rapidamente e a buon prezzo senza dover attendere un’ora. Nel frattempo, il signor Etrich e il signor Fokker, che si era appena unito a lui, aspettavano già sulla pista con il motore acceso. Ben presto decollano in una splendida formazione a due. Se al posto del signor Etrich potesse sedersi su quell’aereo un bambino piccolo in età da asilo, sarebbe sicuramente un’esperienza di volo da sogno. Potrebbe, per una volta, guardare dall’alto tutte quelle persone grandi e magari, se nessuno lo vedesse, sputare di nascosto una gomma da masticare appiccicosa sulla testa di un uomo dall’aria particolarmente minacciosa, fantastica ora la sorellina. Il padre giunge alla conclusione che, in realtà, sia vietato trasportare bambini su un aeromodello. Si tratta di una norma prevista dall’assicurazione.



A rovinare sempre il divertimento sono le assicurazioni

Beh, le assicurazioni sono sempre state le guastafeste del mondo degli adulti. È colpa loro se non si può giocare a calcio nel parcheggio del garage, perché poi non vogliono pagare i vetri rotti. Anche all’asilo non è più permesso arrampicarsi sull’albero con i rami bassi. Infatti, se un bambino dovesse cadere dall’alto, si verificherebbe potenzialmente un sinistro. E alle assicurazioni questo non piace affatto.


Per concludere, un atterraggio in formazione a coppie

Nel frattempo, a quanto pare, i piloti hanno deciso di volare in formazione a coppie. Il padre ne è completamente affascinato. Ritiene che questa sia la vera arte del volo. Già dall’altoparlante si sente che è prevista un’altra caccia alla volpe. Per questo i piloti dovranno atterrare di nuovo a breve. Il signor Fokker è il primo a farlo. Con grande maestria dirige il suo aereo verso l’asse della pista, riduce la potenza del motore e passa a una discesa pianeggiante. Come al solito, punta alla striscia d’erba tra la pista e il campo appena creato. L’atterraggio riesce alla perfezione. Probabilmente anche meglio di quanto fosse mai stato possibile 100 anni fa. Il signor Etrich lo segue a breve distanza. Anche lui vola esattamente in parallelo all’asse della pista.



La tragedia aerea prende il suo corso

A velocità leggermente ridotta, vola parallelamente alla striscia d’erba. Dopo un atterraggio preciso, fa rotolare il suo aereo in direzione del Fokker già parcheggiato in modo ordinato. Ora dovrebbe frenare con forza immediatamente. Ma ecco che si sente un fragore. Pezzi di legno e parti del rivestimento volano per aria. Fermato piuttosto bruscamente, l’aereo giallo scuro del signor Etrich si ferma accanto a quello del signor Fokker. Sebbene tutto si sia svolto in modo molto realistico, l’atterraggio non era certo previsto così. I danni sono sì limitati, ma tra gli spettatori esperti l’evento ha immediatamente suscitato grande scalpore. Di chi è la colpa di questo incidente? A quanto ammontano i danni? Saranno coperti dall’assicurazione di responsabilità civile o sarà necessario un processo? La cosa migliore sarebbe incaricare immediatamente l’Ufficio per le indagini sugli incidenti aerei di effettuare un’analisi dettagliata delle cause.

Queste sono alcune delle domande che si sentivano porre dai testimoni oculari sconvolti dall’accaduto.


Si traggono diverse conclusioni

Per la madre è subito chiaro. Chi monta le ruote di un passeggino sul proprio aeroplano non può aspettarsi che, in caso di emergenza, queste possano essere frenate in modo adeguato. Dopotutto, già sul proprio passeggino non aveva quasi mai funzionato. Il padre ritiene che, sebbene i due aeroplani sembrino piuttosto sgangherati, avrebbero resistito all’incidente molto meglio degli originali. La colpa è dei moderni materiali da costruzione. Questi modellini d’epoca, dopotutto, non sono poi così autentici. Mentre gli adulti continuano a discutere animatamente su chi sia la colpa, i due bambini vogliono solo sapere se i due piloti sono usciti illesi dalla collisione. «I piloti si sono fratturati qualche osso o hanno magari i piedi incastrati? Gli aerei avrebbero potuto prendere fuoco o addirittura esplodere», queste erano ora le domande preoccupate che le bambine rivolgevano ai genitori. Forse è davvero molto più ragionevole che i bambini, protetti da una grande rete, possano seguire il volo solo da terra, pensarono ora le bambine in silenzio. Ma una collisione così tragica all’atterraggio stimola anche la fantasia. Bisogna subito procurarsi i due aeroplani di schiuma. Il primo aliante viene lanciato e atterra qualche metro più avanti sul prato. Il secondo dovrebbe seguire esattamente il suo compagno per scontrarsi con lui a terra. Ciò che accanto alla pista era riuscito alla perfezione con un solo tentativo, qui risulta estremamente difficile. Non si riesce a far avvenire lo scontro,



nemmeno dopo un’unione forzata finalmente riuscita si verificano danni ai piccoli aerei. Ora, però, si torna definitivamente a casa. Ma domani all’asilo, questo emozionante evento rivivrà ancora una volta in tutta la sua intensità. Più drammatico di qualsiasi disastro aereo in televisione. Perché questa terribile sventura è stata crudele e ingiusta per i due affabili piloti di aerei d’epoca. Si dice che all’aerodromo ci sia stato un enorme incendio con una gigantesca colonna di fumo e una violenta esplosione. Anche se questi eventi si sono verificati in forma leggermente attenuata in un altro spettacolo, non sono affatto inventati. E il vero gergo aeronautico non esiste solo all’asilo. ■

Hermann Mettler




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