I mille volti dei Campionati mondiali F3A di Berna
Preparato con largo anticipo, a quanto si diceva, il campionato mondiale della categoria F3A è iniziato ufficialmente il 9 settembre alle ore 10.30 con le prove libere, e poco dopo si è verificato il primo grave incidente: durante il primo volo, il modello A di Bruno Giezendanner è stato spazzato via dal cielo a causa del trasmettitore acceso di un altro pilota che utilizzava la stessa frequenza.
Se c’è un aspetto che merita particolare attenzione in un evento di questo tipo, è sicuramente il controllo delle trasmissioni. Il fatto che questo contrattempo sia capitato proprio al padrone di casa e non a uno dei favoriti provenienti da lontano ha contribuito ad attenuare un po’ la situazione. Ma poi anche altri piloti hanno riscontrato delle interferenze, il che ha dato il via a una massiccia sostituzione dei quarzi e ha reso necessario ricompilare le liste di partenza. Sicuramente sarebbe valsa la pena dedicare un po’ di tempo in anticipo a effettuare un controllo accurato delle frequenze presso l’aerodromo, per individuare almeno le fonti fisse di interferenza e porvi rimedio o avvertire i piloti. Se ciò è stato omesso, potrebbe essere stato interpretato come indifferenza nei confronti dell’impegno e del materiale dei partecipanti alla competizione. È vero che alcuni impianti non erano sintonizzati esattamente sulla nostra griglia di frequenze, ma si trattava di marche note, di cui era prevedibile l’utilizzo.
Il primo giorno di gara, l’aerodromo, situato in una posizione meravigliosa, si presentava con condizioni meteorologiche ideali. Tuttavia, ben due potenziali medagliati hanno avuto difficoltà con i propri motori: Tetsuji Okumura non è riuscito affatto ad avviare il suo OS 60, mentre il modello di Bruno Giezendanner ha perso potenza durante i looping in avanti.
Fin dall’inizio i piloti di punta hanno preso il sopravvento e sono riusciti a mantenere le loro posizioni anche nel prosieguo della gara, salvo piccole variazioni. Purtroppo nei due giorni successivi il tempo non è stato più clemente: tempesta, pioggia e una combinazione di entrambe hanno costretto a interruzioni temporanee. I piloti più sfortunati sono stati proprio quelli che dovevano ancora volare poco prima dell’interruzione. Allo stesso tempo, intorno al tendone della festa e ai parcheggi si è formato un enorme pantano, e una bancarella di stivali sarebbe stata una miniera d’oro, dato che gli organizzatori si sono rassegnati a questa situazione.
Ciononostante si è continuato a volare, il tempo si è rassegnato e sabato ha regnato un tempo splendido con il Föhn. Forse proprio per questo il computer ha improvvisamente avuto dei problemi e i risultati hanno dovuto essere ricalcolati a mano. Ciò ha comportato continui cambiamenti nella classifica, tanto che il riagganciare gli 80 cartelloni sul tabellone è diventato un lavoro di Sisifo e alla fine è stato tralasciato.
Si è continuato a gareggiare imperterriti e si sono potute ammirare esibizioni di una precisione quasi incredibile. I giudici hanno svolto un carico di lavoro considerevole e, per quanto mi sia possibile esprimere un giudizio, i migliori in assoluto si sono contesi i primi posti, anche se alcuni sfortunati sono finiti un po’ troppo indietro. Per il nuovo campione del mondo Wolfgang Matt, questa vittoria rappresenta in ogni caso il coronamento grandioso e meritato di una carriera nel modellismo aeronautico che non ha eguali in termini di costanza, e si è conquistato questo trionfo in modo sovrano, ottenendo i punteggi più alti anche nei singoli voli.
Per quanto soddisfacente sia stato il risultato, altrettanto deludente è stata la cerimonia di premiazione sul campo. Il bel tempo avrebbe consentito almeno qualche minuto di festeggiamenti, e la serata non ha comunque permesso di recuperare la celebrazione a causa del numero limitato di partecipanti al banchetto. Se almeno fossero riusciti a chiamare subito i primi tre classificati nel modo corretto...
Come spettatori, si viveva in costante suspense, chiedendosi chi avrebbe volato, quando e dove. Poiché, contrariamente alle sue aspettative, lo speaker non aveva ricevuto alcuna informazione al riguardo, non ha potuto fornire indicazioni e ha dovuto cercare consolazione nel Veltliner, dopo essersi dovuto familiarizzare con l’impianto di amplificazione in un corso accelerato da autodidatta, poiché (per motivi di risparmio?) avevano mandato via il più rapidamente possibile l’installatore dello stesso.
Il punto finale ufficiale è stato il banchetto nella cantina del Kornhaus. Appena i partecipanti si sono riuniti, una banda ha iniziato a suonare a tutto volume con una tenacia inaudita, dimostrando in modo drastico ai presenti quanto siano silenziosi i nostri motori per modellini, anche con i silenziatori più forati. Era praticamente impossibile conversare in modo sensato persino nella propria lingua (Eh?!), quindi l’evento si è limitato al consumo di cibo e alla consegna delle medaglie rimanenti.
La domenica seguente si è poi tenuta una grande esibizione aerea, durante la quale, esattamente un minuto dopo l’inizio, è scoppiato un acquazzone che sembrava non volesse più finire. È stato davvero impressionante ciò che i piloti hanno offerto con i loro modelli di elicotteri elettrici, curiosità, modelli a vela e a motore di ogni tipo e genere, nonostante il tempo pessimo.
Purtroppo questo resoconto presenta una serie di osservazioni negative. Naturalmente è sempre facile criticare a posteriori, e senza dubbio è stato svolto un ottimo lavoro, e i Mondiali si sono svolti come previsto. Ma così come prima di una prima teatrale è necessaria una prova generale, anche in questo caso non avrebbe guastato una prova in condizioni di tempo asciutto con tutti i responsabili. Nessuna persona ragionevole si aspetta che un’organizzazione di questa portata funzioni alla perfezione al primo tentativo. Ma non è nemmeno corretto utilizzare come cavie i partecipanti, già di per sé sotto pressione e in parte giunti dall’altra parte del mondo. In ogni caso, noi svizzeri dovremo in futuro essere molto cauti nel giudicare competizioni simili organizzate altrove. H. Steiner

L'elaborazione dei dati durante un campionato mondiale è una cosa fantastica, ma può anche diventare fonte di preoccupazioni.
| CLASSIFICA | NOME | IMAT | N. SERIE | 1 | 2 | 3 | TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. | M. MATT | LIE | 27. | 4755 | 5060 | 5015 | 14830 |
| 2. | H. PRETTNER | AUT | 29. | 4785 | 4660 | 4760 | 14205 |
| 3. | D. BROWN | USA | 74. | 4505 | 4490 | 4670 | 13665 |
| 1. America | 39960 |
| 2. Liechtenstein | 39115 |
| 3. Giappone | 38100 |
| 4. Repubblica Federale di Germania | 37930 |
| 5. Austria | 37385 |
| 6. Svizzera | 36475 |

Wolfgang Matt, con il suo ATLAS, ce l’ha finalmente fatta. Dopo aver rischiato di perdere il suo modello durante l’allenamento di lunedì (interferenze radio) e aver dovuto interrompere anche un volo di gara a causa di interferenze, la fortuna non lo ha comunque abbandonato.


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