La cultura della sicurezza a livello di società sportiva: l'esempio dell'MFV Kulm
Il tema della sicurezza, insieme ad altre questioni scottanti, accompagna il lavoro dell’SMV. Anche se negli ultimi anni siamo stati risparmiati da incidenti di grande entità riportati dai media, non dobbiamo allentare i nostri sforzi per mantenere questo elevato livello o addirittura migliorarlo.
Per sensibilizzare nuovamente i nostri colleghi sul tema della sicurezza, l’MFS pubblica a intervalli regolari articoli che ricordano le principali regole di comportamento. A titolo di esempio, si veda il rapporto sul comportamento da tenere durante il volo in pendio. Nel presente rapporto, all’insegna del motto «Fai del bene e raccontalo», intendiamo parlare di persone o associazioni che si impegnano attivamente a mettere in pratica la sicurezza. Quando nel comitato direttivo della SMV è emersa la domanda su quale associazione o collega modellista potesse essere intervistato su questo tema, mi è venuto spontaneo pensare a Christoph Jaber. Christoph sarà probabilmente noto a molti di voi, dato che lo si incontra spesso alle giornate di volo con il suo Fokker triplano verde o con il Venom a turbina, oppure mentre è in servizio come pilota di traino per la Swiss Acro Connection o l’IG Grosssegler. Oltre a tutti questi impegni, gestisce una scuola di aeromodellismo e pilota il Piper Cub di Triengen.
Presso l’MFV Kulm ricopre ormai da un anno la carica di responsabile di volo/sicurezza per il volo ad ala fissa. Spesso ho potuto osservare come Christoph, arrivando al campo di aeromodellismo, si rendesse subito conto che alcuni colleghi stavano affrontando problemi tecnici. Con grande altruismo, si affrettava subito ad aiutare il collega, il che spesso lo portava a non riuscire nemmeno a

è riuscito a far volare i propri aeromodelli. Anche in caso di problemi in volo, si chiama subito Christoph, se non è già lui stesso ad aver individuato la situazione di emergenza. Il suo sostegno, calmo e competente, è molto apprezzato dai colleghi.
Al termine di una bella giornata di volo di inizio estate presso il nostro aerodromo per aeromodelli, ho potuto porre a Christoph alcune domande sul tema della cultura della sicurezza all’interno dell’associazione:
Certamente, sì.
In linea di principio, sì. In questo contesto si fa spesso riferimento al buon senso. Ma, come dobbiamo constatare ripetutamente con rammarico, questo concetto abbraccia un ampio spettro che va, da un lato, dai modellisti molto responsabili
fino, dall’altro, ai colleghi disinvolti e negligenti, il cui comportamento può sfociare in incidenti evitabili.
Sarebbe bello se questo sistema funzionasse, ma purtroppo non funziona appieno.
Troppo spesso le divergenze interpersonali impediscono l’accettazione di una critica costruttiva. Spesso ci si limita a guardare sorridendo o scuotendo la testa, senza intervenire. Altri, invece, non osano segnalare un rischio per la sicurezza a un collega che potrebbe avere molta più esperienza. Questo comportamento è ovviamente tutt’altro che efficace e può sfociare in un incidente grave.
Ci sono diversi aspetti da considerare. Da un lato, è indispensabile disporre di un’esperienza ad ampio raggio. Questa dovrebbe comprendere almeno tutte le discipline praticate nella rispettiva associazione, sia in ambito tecnico che aeronautico. Ogni categoria aggiuntiva di aeromobili rappresenta naturalmente un punto a favore.
Non meno importante, se non addirittura la cosa più importante, sono la persona stessa, il modo in cui si presenta e il suo comportamento nei confronti dei colleghi dell’associazione, soprattutto nelle situazioni di crisi. Se il rapporto interpersonale non funziona, anche la critica più costruttiva non viene recepita dal destinatario. È assolutamente controproducente condurre un colloquio nello stile di una conversazione tra padre e figlio: ciò provoca un atteggiamento difensivo nel collega giustamente criticato e l’effetto va perso. Il colloquio deve svolgersi alla pari e in un’atmosfera serena
, senza assumere toni di condanna. Chi ha commesso l’errore deve essere invitato a riflettere sulle proprie azioni e sulle relative conseguenze. Insieme occorre elaborare vie e possibilità per porre rimedio alla situazione. Il modo in cui vengono condotte queste discussioni determina il successo o il fallimento; si cammina infatti su una linea sottile. La persona coinvolta deve rendersi conto che non si vuole punirla, ma consentirle di dedicarsi senza preoccupazioni al suo amato hobby, con il risultato che anche le altre persone presenti al campo di volo per aeromodelli e nelle immediate vicinanze possano sentirsi al sicuro. E, va da sé, è naturalmente necessario il sostegno e l’appoggio da parte del consiglio direttivo.
Le possibilità non sono molte. Anche in questo caso occorre mantenere la calma e fare appello al buon senso delle parti coinvolte, all’insegna del motto «la goccia costante scava la pietra». Se però tutte le parole di persuasione non servono a nulla e la sicurezza continua a essere gravemente compromessa, purtroppo non si potrà fare a meno di ricorrere a misure più severe. Un divieto di volo, almeno fino a quando la situazione non sarà risolta, rappresenta probabilmente l’opzione più blanda. Ma il bene dell’associazione ha qui la priorità assoluta.
Questi incontri informativi sono sicuramente utili, anche se spesso chi
ne sono interessati ne restino lontani, convinti che la questione non li riguardi. Tuttavia, ai partecipanti vengono costantemente ricordati aspetti che, con il passare del tempo, potrebbero cadere nell’oblio. Come una sorta di aggiornamento, tali eventi dovrebbero essere organizzati regolarmente. Anche altre associazioni di mia conoscenza organizzano, tra l’altro, eventi di questo tipo.
Un vivace scambio di informazioni e, naturalmente, sostegno. Ciò comprende regolari scambi di esperienze e workshop. Indispensabili sono le visite nelle regioni, nelle associazioni e nei campi di volo per aeromodelli, perché quattro occhi vedono sempre meglio di due.
Grazie mille a Christoph Jäberg per l'intervista.
* * * *
E in che modo viene garantita la sicurezza nelle operazioni di volo quotidiane presso l’MFV Kulm?
L'unico aspetto finanziario relativo alla sicurezza è rappresentato dall'affitto aggiuntivo di ulteriori 50 m di terreno in direzione sud. In passato, in estate, il campo di mais ad alto fusto arrivava fino alla soglia della pista e ostacolava soprattutto gli aerei da traino in fase di atterraggio oppure costringeva i veleggiatori a effettuare avvicinamenti azzardati e ripidi o «avvicinamenti a gomito»; ora questo pericolo è stato scongiurato. Inoltre, i pedoni rimanevano nascosti e spuntavano all’improvviso proprio accanto alla soglia della pista. Come ulteriore miglioramento della sicurezza, ciò consente, specialmente in caso di decollo con traino in direzione nord, di sorvolare a un’altezza maggiore – e quindi in modo più sicuro – la strada sterrata spesso trafficata. Questo ci costa una somma aggiuntiva di affitto all’anno, ma ne vale la pena.
E a proposito, siamo proprio in tema: le strade sterrate. Queste, da un lato, corrono direttamente all’estremità nord della pista e, dall’altro, proprio accanto all’area di volo, parallelamente alla pista in erba. Sono molto frequentate da escursionisti, proprietari di cani, ciclisti e cavalieri. Il regolamento dell’aerodromo definisce con precisione come evitare situazioni di pericolo durante le operazioni di volo in questi casi, soprattutto con gli equini. In questo contesto è richiesta l’attenzione attiva dei colleghi non piloti, che devono segnalare immediatamente al pilota la comparsa di questi «pericoli», affinché questi possa adeguare la propria traiettoria di volo. Spesso, in caso di traffico intenso sulle strade di campagna, una seconda persona si posiziona proprio accanto al pilota per informarlo immediatamente e intervenire in caso di emergenza. In occasione di eventi di grande portata, si ricorre a alianti a tre ali per segnalare la presenza di aeromodelli in volo. Da tempo ormai questa pratica viene

da parte dei soci, talvolta anche durante il normale svolgimento delle operazioni di volo, il che dimostra che la consapevolezza in materia di sicurezza è aumentata.
Rispetto del regolamento di volo: affinché tutti ne siano informati, i nuovi soci e quelli in prova vengono invitati all’inizio di ogni stagione di volo a un briefing presso l’aerodromo. Ciò garantisce che i nuovi soci conoscano il regolamento e che non sorgano fraintendimenti. Mentre negli ultimi anni l’applicazione di questo regolamento era leggermente calata, ultimamente la situazione è migliorata. Ciò è dovuto soprattutto al comportamento esemplare di Christoph Jaber, che non ha mai esitato a segnalare i propri errori ai piloti che li commettevano. Anche questo ha avuto un effetto positivo sugli altri soci.
È incoraggiante osservare che il comportamento esemplare di alcuni membri dell’associazione in materia di cultura della sicurezza sta cominciando, lentamente ma inesorabilmente, a influenzare anche gli altri membri: si è quindi avviato un cambiamento.

Ci sono alcune altre misure in cantiere, ma devono essere introdotte con cautela e in modo mirato.
Daniel Ziegenhagen

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