L'SMV affronta il Team Black Sheep
Il Team Black Sheep, noto per i suoi spettacolari voli FPV in prossimità e più volte citato dai media locali, ha suscitato forti reazioni contrastanti sia nel settore dell’aviazione con equipaggio umano che tra i piloti di aeromodellismo. In quasi tutte le reazioni è stato sollevato in particolare il tema della sicurezza aerea. A seguito di un articolo apparso su un quotidiano, il comitato direttivo della SMV si è visto costretto a organizzare, con alcuni rappresentanti del proprio comitato e dell’UFAC, un incontro con il Team Black Sheep per discutere della situazione attuale e delle questioni relative alla sicurezza. L’iniziativa è stata accolta con favore anche dal Team Black Sheep e così le parti si sono incontrate il 25 settembre a Birrfeld per una tavola rotonda. L’incontro si è svolto in un’atmosfera molto aperta e collegiale. Il Team Black Sheep, in particolare Raphael Pirker e Christoph Dunkel, intende promuovere il volo di aeromodelli FPV e renderlo più sicuro; a tal fine, nei propri modelli vengono utilizzati anche componenti sviluppati internamente. Tutti i componenti utilizzati finora in Svizzera sono conformi alle disposizioni dell’UFCOM e rispettano le attuali basi legali.
Attualmente in Svizzera non esistono tuttavia norme operative specifiche per il volo FPV o per i droni, per cui in linea di principio si applicano le basi giuridiche vigenti per il modellismo aeronautico.
Una futura normativa dovrà creare le condizioni quadro necessarie per garantire la sicurezza di tutti gli utenti dello spazio aereo, nonché dei terzi a terra. La definizione di tali norme pone grandi sfide a causa dei rapidi sviluppi tecnici e delle nuove possibilità e l’argomento è attualmente oggetto di discussione anche in seno agli organismi internazionali.
Le norme attualmente in vigore per il modellismo aeronautico, in particolare l’art. 17 dell’Ordinanza sugli aeromobili di categorie speciali (OACS; RS 748.941), stabiliscono che l’operatore di un aeromobile debba mantenere sempre un contatto visivo diretto con il modello. Proprio su questo punto, le norme vigenti in Svizzera

Le riprese effettuate e i voli del Team Black Sheep su cui si basano sono considerati problematici e, per questo motivo, vengono inseriti da Christian Hanke, responsabile della sicurezza presso l’UFAC, nel portafoglio dei rischi dell’UFAC come «hazard».
Poiché, nonostante le misure previste dal Team Black Sheep, quali ricevitori aggiuntivi e un terzo pilota dotato di appositi radiocomandi, lungo il percorso non è possibile soddisfare i requisiti dell’art. 17 VLK, il Team Black Sheep rinuncia attualmente ai voli in Svizzera al di fuori del campo visivo diretto dell’operatore.
Christian Hanke prende atto della richiesta della comunità FPV di un iter autorizzativo più semplice e standardizzato da parte dell’UFAC per tali voli, nonché per eventi nazionali e internazionali in questo contesto. I voli FPV al di fuori del campo visivo del pilota sono in linea di principio soggetti ad autorizzazione (cfr. art. 18 cpv. 1 lett. b VLK). È stato spiegato che in Svizzera esistono zone di volo ad uso militare in cui tali voli ed eventi FPV potrebbero forse ottenere l’autorizzazione più facilmente, a condizione che in quel momento non siano utilizzate dalle forze armate. In ogni caso, tuttavia, è necessaria una valutazione caso per caso. I requisiti per tale valutazione caso per caso vengono costantemente adeguati dall’UFAC alla luce dei più recenti sviluppi e conoscenze tecniche.
Il Team Black Sheep invita i rappresentanti della SMV a una dimostrazione conforme alle norme del volo FPV e dell’attrezzatura attualmente in uso. La data verrà fissata nelle prossime settimane. Il comitato direttivo dell’SMV sarebbe tuttavia lieto di proseguire una stretta collaborazione con il Team Black Sheep, poiché il vasto know-how in materia di FPV, tecnologia e sicurezza potrebbe così essere messo a disposizione dei soci con vantaggi per entrambe le parti. Ciò darebbe ulteriore slancio alla scena FPV, fornirebbe all’UFAC e agli organi legislativi un referente chiaro e, a medio-lungo termine, aiuterebbe probabilmente a «riconvertire» le «pecore nere» della scena. Infatti, in fin dei conti, non è IL pilota FPV a non rispettare le regole, ma TUTTI i piloti di aeromodellismo che, in caso di necessità, devono sopportare le restrizioni o il divieto.

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