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Acrobazia aerea in stile libero: affascinante, ma impegnativa

von Emil Ch. Giezendanner
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L'acrobazia freestyle non sostituisce le categorie di acrobazia aerea, note e meno note, previste dal capitolo F3 "Acrobazia aerea" o dalla sezione "Elicotteri" del Codice Sportivo della FAI. Il freestyle rappresenta un gradito complemento e un arricchimento dell'acrobazia aerea RC.


La storia della F3A può essere sostanzialmente suddivisa in tre epoche

1. Dalla fine degli anni Cinquanta alla fine degli anni Sessanta: gli aerei leggeri in legno, dotati di motori dalle prestazioni piuttosto modeste, davano vita a figure lente e morbide al centro del campo, davanti ai giudici di punteggio.

2. All’inizio degli anni Settanta fecero la loro comparsa modelli più pesanti dotati di motori notevolmente più potenti, il che portò a uno stile di volo più veloce e spericolato, caratterizzato da figure di gran lunga più ampie. Ciò fu ulteriormente favorito dal fatto che, prima di entrare nella figura, i modelli eseguivano gigantesche virate a sinistra e a destra. Il carico alare fu aumentato a 100 g/dm² e le freccature alari, in alcuni casi marcate, promettevano velocità e stabilità.

3. All’inizio degli anni Ottanta si è verificata la grande svolta, ovvero l’introduzione delle figure di virata. La finestra di volo limitata a 120 gradi di apertura laterale e 60 gradi in quota, nonché la valutazione delle manovre di virata a destra e a sinistra, hanno portato una nuova sfida nel mondo del modellismo. Questo concetto è rimasto in vigore per più di un quarto di secolo.


F3A – Acrobazia aerea in linea retta

Sebbene oggi, grazie a nuovi propulsori altamente efficienti e regolabili con estrema precisione, nonché a velivoli notevolmente migliorati, sarebbero possibili altri programmi di figure o sequenze, nell’acrobazia aerea F3A (così come nelle categorie F3M e F3P) sono stati mantenuti i «programmi delle linee rette». Volare avanti e indietro il più possibile in linea retta, come su binari, fa guadagnare punti. Questo svolgimento del programma, ormai un po’ datato, non è obbligatorio; ciononostante, a quanto pare, non c’è alcuna voglia di cambiare.


Acrobazia aerea freestyle: un complemento ideale

L’esecuzione di combinazioni di figure e sequenze in sincronia con la musica rappresenta, proprio alla luce della situazione sopra descritta, un complemento ideale alle classi di acrobazia aerea F3, elicotteri compresi. Le esibizioni hanno un carattere più spettacolare e sono orientate al pubblico. La competizione è un interessante «effetto collaterale».


Acrobazia aerea in stile libero

Categorie di acrobazia aerea, abbinate a esibizioni di freestyle (a ritmo di musica) secondo il Codice Sportivo FAI, Sezione 4, Volume F3, Acrobazia aerea radiocomandata



F3M

Aerei acrobatici a motore di grandi dimensioni

(max. 20 kg)

  • a) Orario noto
  • b) Programma non noto
  • c) Freestyle (a ritmo di musica)


F3P

Modelli di aerei acrobatici a motore per volo indoor

  • a) Categoria F3P-AP
  • b) Categoria F3P-AF
  • c) Categoria F3P-AFM
    (Acrobazia libera a ritmo di musica)


F5A

Acrobazie aeree con velivoli elettrici

(max. 3 kg)

  • a) Voli preliminari
  • b) Volo finale a stile libero
    (a ritmo di musica)

Classi di freestyle puro (a ritmo di musica) secondo il Codice Sportivo FAI, Sezione 4, Volume F6, Classi di promozione degli sport aerei per aeromodelli


F6A

Acrobazia artistica

Per aerei ad ala fissa (5 kg) ed elicotteri (6 kg)

  • a) Voli obbligatori a tempo di musica
  • b) Voli a stile libero con accompagnamento musicale


F6B

AeroMusicals

  • a) durata di 120 sec
    (turni preliminari)
  • b) Durata
    : 240 secondi (fase finale)


Il prezzo della libertà

Dobbiamo continuare a tenere presente che il volo freestyle a ritmo di musica è una disciplina del modellismo radiocomandato ancora agli albori. Le concezioni molto diverse su cosa sia il freestyle dipendono, tra l’altro, proprio da questo. Le nuove regole nelle classi F6 sono ancora in continua evoluzione. Al momento, all’interno della CIAM si registra la tendenza a dare un peso maggiore all’effetto scenico e alla performance artistica rispetto alla tecnica.


Cosa rientra nella categoria «Freestyle»

Nel mondo dell’elicotterismo, con il termine “freestyle” si intende spesso anche il 3D, per il quale esiste un catalogo di figure. Le figure vengono valutate singolarmente, come ad esempio nella classe FAI F3N per elicotteri. Purtroppo, in questo contesto, la CIAM si è messa i bastoni tra le ruote da sola, poiché con la sigla F3N si intendono in realtà elicotteri 3D con figure e coefficienti fissi. È tuttavia più preciso distinguere i due termini. Il freestyle viene eseguito senza figure prestabilite, come ad esempio nelle classi F3M-Freestyle, F3P-AFM, F5A-Freestyle o F6A/B. I piloti devono dimostrare, se possibile, l’intero potenziale di manovre difficili con i propri aerei ed elicotteri. A ciò si aggiunge il fattore musica. Nella CIAM si distingue se l’esibizione è intesa «su» musica o «con» musica. In tutte le classi di freestyle FAI esistenti si deve volare «su» musica. Ciò significa che le figure e le transizioni devono essere sincronizzate con la musica, mentre le singole sequenze devono corrispondere al ritmo e al tempo. Volare «con la musica» – o con un sottofondo sonoro – si avvicina piuttosto alla «danza libera o amatoriale», si sostiene.


Le classi F6 sono gare dedicate esclusivamente al freestyle

Mentre nelle categorie F3M (modelli di grandi dimensioni), F3P (indoor) e F5A (acrobazia elettrica) i voli freestyle sono considerati dal regolamento come parte integrante, ovvero come manche (finali) delle rispettive classi, le due classi F6A Artistic Aerobatics e F6B Aeromusicals sono classi puramente freestyle. Purtroppo la CIAM – analogamente a quanto avviene nella F3N, dove si parla di «Freestyle», trattandosi in realtà di 3D – creato un malinteso terminologico con la denominazione «AeroMusicals», in quanto inizialmente, nell’acrobazia indoor F3P, la prova di freestyle a ritmo di musica veniva denominata «AeroMusicals» proprio come la classe F6B AeroMusicals. Nel frattempo la situazione è stata corretta. Oggi, secondo lo Sporting Code 2010, le categorie F3P sono le seguenti: F3P-AP, F3P-AF e F3P-AFM (Aerobatics Freestyle to Music). Una differenza fondamentale tra le due classi di freestyle indoor risiede nelle specifiche tecniche dei modelli.



Le regole di AeroMusicals recitano: «Non vi sono restrizioni sul numero di funzioni di controllo o di apparecchiature ausiliarie. Non si applicano altre restrizioni.» La tecnologia è quindi senza limiti e consente l’utilizzo di dispositivi elettronici estremamente interessanti. Chi sottovaluta l’importanza di questo articolo è piuttosto all’oscuro delle novità. Ad esempio, con il termine «giroscopi» – o sensori – si intendono in parte ancora oggi scatolette del peso di 5 g o dispositivi simili... Il futuro ci dimostrerà il contrario. Comunque sia, il volo freestyle a ritmo di musica è una sfida davvero fantastica e si conquisterà un posto fisso nel variegato panorama dell’aeromodellismo.

Emil Ch. Giezendanner,
immagini 1, 3 e 4 di
Hans Jürg Baum




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