Commissione tecnica F3 - Acrobazia aerea
René Koblet presiede ad interim la commissione tecnica F3-Acrobazia aerea. Essa comprende le quattro discipline: acrobazia aerea a motore F3A, oggi alimentata al 95% da motori elettrici, volo indoor F3P, IMAC e acrobazia aerea con alianti RCS.
"Il volo acrobatico a motore F3A e il volo indoor F3P sono entrambe categorie FAI, mentre l’IMAC non lo è e il volo acrobatico a vela RCS non viene deliberatamente gestito come categoria FAI", spiega René Koblet. In Europa questa disciplina viene praticata in Francia, Italia, Germania, Austria e Svizzera, anche se sono questi ultimi tre paesi a caratterizzare maggiormente questo sport. «Abbiamo una buona collaborazione e stabiliamo insieme quali programmi verranno eseguiti», afferma Koblet. Ogni due anni uno dei paesi definisce i requisiti per i due anni successivi e stabilisce il programma da eseguire per le categorie Advanced e Unlimited.
Nel 2018 Koblet ha assunto la guida della sezione di acrobazia aerea dell’RCS. All’epoca la sezione contava solo 6 piloti agonistici; oggi sono 43. «Creare una base ampia con mezzi semplici»: in questo caso, questa formula può essere definita la ricetta del successo. Nel 2022 è entrato a far parte del Fakof, composto da cinque membri. Dall’anno scorso ne è presidente ad interim.
Koblet sa bene che molti sono scoraggiati dagli alti costi dei modelli da competizione. A ciò si aggiunge un impegno molto elevato in termini di allenamento. «Cerchiamo di avvicinare le persone a questo sport con gare molto semplici. I giovani vogliono divertirsi. Se si impone loro cosa devono fare, per poi valutarli, semplicemente non li interessa. Ora abbiamo lanciato una competizione in cui la valutazione delle figure non è in primo piano. In compenso, le figure devono essere eseguite aggirando degli ostacoli. In questo modo si richiede precisione alle nuove leve, ma è in linea con ciò che piace loro.» Quando un giovane pilota padroneggia bene questa tecnica, viene invitato a una giornata di prova, durante la quale può pilotare un modello da competizione con comandi doppi insieme a un istruttore di volo. «Così fanno le loro prime esperienze con un modello di grandi dimensioni e scoprono che è “davvero figo”. A quel punto chiedono spontaneamente se da qualche parte non ci sia un modello di seconda mano che possano usare per una stagione. In questo modo siamo riusciti a coinvolgere alcuni di loro in questo sport.»
Con un modello di 15 anni fa si può ancora competere nel volo acrobatico a vela. Altre discipline richiedono modelli tecnicamente sempre più avanzati. «Abbiamo dei buoni juniores nella F3P, ma per progredire dovrebbero poter passare ora a modelli con motori migliori, regolatori di qualità e eliche adeguate. Questi, però, costano facilmente dai 3'000 ai 4'000 franchi.» Nella Fakof, Koblet e i suoi sei colleghi stanno valutando come sostenere i giovani. «Nella F3P e nell’RCS-Akro capita spesso che un pilota esperto acquisti un nuovo modello e che un junior possa prendere il “vecchio”. «Nel volo acrobatico a motore F3A questa possibilità è più rara», afferma Koblet, poiché la tecnologia e i modelli sono in continua evoluzione e quelli disponibili appartengono già alla seconda o terza generazione. I modelli a volte gli ricordano le auto di Formula 1, le cui particolarità tecniche i piloti tendono a tenere per sé. Koblet comprende le ambizioni dei piloti agonistici. «Un approccio un po’ più informale sarebbe però forse più utile per la promozione delle nuove leve.»
La Fakof si assicura che le competizioni siano finanziabili e che i budget vengano rispettati. Vorrebbe sfruttare maggiormente le sinergie. Ad esempio, i giudici di gara delle acrobazie veliche potrebbero essere impiegati anche nelle competizioni indoor. Giudicare è innanzitutto una questione di esperienza: più esperienza si acquisisce, meglio è. Dallo scambio con il presidente della Saga, Christian Syfrig, è nato un progetto straordinario. Nel volo acrobatico a vela con pilota a bordo si cercano urgentemente nuovi giudici di gara. È così che è stato organizzato un corso con tre giudici provenienti dal modellismo aeronautico, che quest’estate hanno seguito una formazione specifica per il volo acrobatico a vela con pilota a bordo. Seguirà un altro corso, in cui altri tre giudici di punteggio saranno riqualificati per il settore del volo acrobatico a vela con pilota a bordo.
Koblet opera da circa 30 anni in diverse funzioni per la Federazione Svizzera di Ginnastica. La sua esperienza si riflette nella sua attività presso la Fakof, ad esempio nell’organizzazione delle competizioni. «È fondamentale il modo in cui ci si presenta nei confronti di una società», sottolinea Koblet. «Più è semplice e trasparente per loro, maggiori sono le possibilità di ospitare una competizione». Grazie al suo metodo, Koblet è riuscito a creare un gruppo di società che organizzano a turno competizioni e campionati. «Funziona alla perfezione. I miei eventi sono già prenotati fino al 2028», afferma. Koblet è cresciuto vicino a un aeroporto e ha così scoperto la passione per l’aviazione. Dopo un apprendistato come meccanico di macchine agricole e una parentesi nel settore dell’elettronica presso Canon, ha seguito la formazione per diventare controllore di volo. Per un certo periodo ha pilotato anche aerei con equipaggio ed era in possesso di una licenza ATPL. Poiché però le attività di volo, come quella di pilota addetto al lancio con il paracadute, erano difficilmente conciliabili con gli orari di lavoro irregolari del controllo del traffico aereo, è tornato al modellismo aeronautico. «Così potevo semplicemente andare a volare per un’ora.» Ancora oggi nutre un grande interesse per la tecnica e l’elettronica. Ad esempio, modifica stampanti per esigenze personalizzate o si dedica alla grafica. ■
Le interviste sono state condotte da Andrea Bolliger


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