Ancora una volta: la Germania dà il buon esempio!
(Come si potrebbe fare, lo vedete nella pagina qui accanto!)
La Germania è oggi una nazione leader negli sport aerei. I risultati ottenuti nel volo a vela e nella costruzione di alianti sono senza dubbio eccezionali. Ma anche nelle altre discipline degli sport aerei il nostro vicino del nord non ha nulla da invidiare agli altri. Ad esempio nel modellismo aeronautico: Ai Campionati mondiali F3B (volo a vela radiocomandato) a Sacramento, negli Stati Uniti, la squadra tedesca ha conquistato il primo posto nella classifica per nazioni. Ai Campionati mondiali F3A (acrobazia aerea radiocomandata) ad Acapulco, la squadra tedesca si è aggiudicata il secondo posto nella classifica per nazioni.
Non è un caso. Risultati del genere possono essere raggiunti solo se l’opinione pubblica, e in particolare le autorità, sostengono e promuovono gli sport aerei.
Mentre da noi l’Ufficio federale dell’aviazione civile, sotto pressione politica, vorrebbe eliminare l’aeromodellismo dalla legislazione aeronautica – a tal proposito è disponibile una perizia incredibilmente «profonda» del Dipartimento di giustizia –, l’Ufficio federale dell’aviazione di Braunschweig sta facendo esattamente il contrario: insieme ai rappresentanti del mondo del modellismo aeronautico tedesco (Deutscher Aero-Club e Modellfliegerverband) vengono elaborate linee guida a sostegno dei modellisti. Che ciò non debba necessariamente avvenire in un rigido linguaggio burocratico e nella consueta forma arida, lo dimostra l’ultimo bollettino sul tema «Modelli di aerei telecomandati».
Niente più sostegno – solo una miriade di norme e divieti!
Non è che il nostro Ufficio federale dell’aviazione civile di Berna possa, sulla base della definizione di aviazione: «L’aviazione serve al trasporto di persone», procedere a tagli, ad esempio, al personale. Con questa ridefinizione, infatti, l’Ufficio si accolla gli alianti, che richiedono uno sforzo notevolmente maggiore rispetto ai modesti aeromodellisti.
Inoltre, a Berna non si ha il coraggio di abbandonare del tutto il modellismo aeronautico: rimangono in gran numero norme, disposizioni e divieti, per i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, solo l’Ufficio federale sarà tecnicamente in grado di effettuare una valutazione adeguata alla pratica. Norme di sicurezza relative al resto dell’aviazione, modelli di grandi dimensioni, manifestazioni, incidenti, problemi assicurativi ecc. L’Ufficio dell’aviazione mantiene in ogni caso un certo grado di obbligo di vigilanza, deve esaminare le richieste e le istanze dei modellisti, degli organi di controllo degli aeroporti ecc., prendere decisioni e redigere decisioni amministrative. Dove sono i risparmi? I modellisti pagano meno tasse dei paracadutisti?
A Berna si vuole forse solo sbarazzarsi dell’aspetto politicamente scomodo del modellismo aereo, ovvero i problemi legati alle emissioni?
Questo sospetto è plausibile. In Svizzera ci sono ancora politici che non riconoscono il valore di un’attività ricreativa come quella praticata dagli appassionati di aeromodellismo. Prendiamo l’esempio delle autorità di Oetwil nella valle della Limmat. Il Comune non era nemmeno disposto ad accettare il modellismo aereo con motori a quattro tempi. Il che dimostra chiaramente che non si trattava del rumore degli aerei, ma semplicemente di una questione di principio – la famigerata questione del «chi comanda in casa» a livello comunale. Con i migliori avvocati e costosi procedimenti giudiziari si sono cacciati via gli appassionati di aeromodellismo: che volino dove vogliono, ma non da noi. – Gli addetti ai lavori sanno che il problema della droga nella valle della Limmat è diventato piuttosto grave. Tuttavia, poiché in questo ambito non ci si può aspettare lo stesso «successo» con avvocati e cause legali, si sta cercando di trasferire senza indugio i tossicodipendenti della valle della Limmat nell’Oberland zurighese. Invece che in avvocati, in questo caso si è investito in immobili, e ancora una volta ci si è liberati di un gruppo di popolazione scomodo nella valle della Limmat. Mi chiedo quando gli abitanti di Oetwil decideranno di prendere provvedimenti contro le persone con il cappello verde, o se vorranno «trasferire» tutti i conducenti di Volkswagen e, in seguito, le bionde. A seconda di ciò che ai signori consiglieri comunali non sembra proprio rientrare nei loro piani.
Il nostro Ufficio dell’aviazione civile di Berna vorrebbe forse evitare in futuro di avere a che fare con tali autorità e singoli comuni? Sarebbe comprensibile, se si volesse seguire la via della minore resistenza. Percorsi pericolosi per il nostro Stato di diritto: delegare tutto ciò che è politicamente scomodo e delicato, ma in ultima analisi mantenere comunque il controllo attraverso disposizioni e divieti! L’Ufficio della navigazione aerea, come tutti gli uffici federali, è soggetto al controllo dei Parlamenti e quindi del popolo. Siamo tutti chiamati, con tutte le nostre possibilità e risorse, a fare in modo che la nostra legislazione in materia di aviazione non prenda una direzione che sia unica al mondo e che sia in totale contrasto con le consuetudini internazionali e le conoscenze scientifiche.
L'esempio dell'Ufficio federale tedesco dell'aviazione civile dimostra chiaramente che esistono altre strade. Oppure noi svizzeri, nella nostra ben nutrita compiacenza, pensiamo ancora una volta di sapere tutto meglio degli altri? In questo caso, mi verrebbe in mente una soluzione efficace: tutti i circa 12'000 appassionati di aeromodellismo passino a suonare il corno alpino e continuino a suonare finché non ci supplicheranno in ginocchio di tornare a dedicarci all’aeromodellismo.
Emil Ch. Giezendanner


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