Editorial

Il volontariato e la gerarchia associativa non sono necessariamente in contraddizione tra loro

von Emil Ch. Giezendanner
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Il volontariato e la gerarchia associativa non sono necessariamente in contraddizione tra loro

Cara lettrice, caro lettore

Come la maggior parte degli sport, anche noi siamo inseriti in una gerarchia che va dalle associazioni locali alle organizzazioni regionali, nazionali e internazionali1. Le critiche rivolte a questi colossi organizzativi non devono essere ignorate. Molti non si sentono ben accolti e si sentono lontani dall’«élite». Probabilmente anche per questi motivi stanno vivendo un periodo di grande prosperità le comunità più piccole, organizzate in modo diretto e fortemente incentrate su temi specifici. Ne sono un esempio i gruppi di interesse di ogni tipo: IGG, IG Warbird, IGEJS o, come l’International Jet Model Committee (IJMC), ecc.

Tuttavia, le critiche rivolte alle strutture associative o federali si basano molto spesso sull’ignoranza della nostra organizzazione federalista, che rispecchia in larga misura il sistema politico svizzero. La responsabilità è ripartita tra i diversi livelli organizzativi. Chi confonde la nostra gerarchia associativa con le linee di comando difficilmente avrà successo; infatti, il centralismo che ne deriverebbe non avrebbe alcuna possibilità di affermarsi da noi. Ciò significa che nessuna istanza a monte può impartire ordini a quelle a valle, se non nell’ambito di accordi chiari. I «digitali», tuttavia, non perdono occasione per promuovere ulteriormente il centralismo. Sono quindi curioso di sapere quando le mie imprese aeronautiche saranno un giorno consultabili a Bonn o a Bruxelles.

Rimane la domanda: come posso aiutare le buone idee a farsi strada all’interno di un’organizzazione? A livello formale, penso innanzitutto agli accordi di prestazione. Per me questi appartengono alla scuola superiore della democrazia. Ordini e pressioni – salvo eccezioni quali la sicurezza e le disposizioni di legge – difficilmente portano al risultato desiderato. A questo proposito, nemmeno i cosiddetti nuovi media ci sono d’aiuto. Si rivela invece molto più efficace l’antico «principio pedagogico» di dare l’esempio, fare da apripista e motivare. Ma la cosa più importante in assoluto è il riconoscimento nei confronti di tutti i nostri collaboratori e collaboratrici volontari. Anche la nostra organizzazione di aeromodellismo – di cui questa rivista fa parte – funziona solo grazie a innumerevoli ore di impegno volontario. A loro va il massimo rispetto e la nostra gratitudine. Forse proprio le prossime ore, che speriamo siano all’insegna della riflessione, potranno ricordarcelo ancora una volta.

Auguro a tutti voi un sereno periodo natalizio e tanti bei voli nel nuovo anno.

Cordiali saluti
, il vostro redattore
Emil Ch. Giezendanner


1) Vedi anche l'organigramma a pagina 23



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