Capisci cosa intendo?
Cari colleghi appassionati di aeromodellismo. Ammettiamo finalmente che la crescente tutela «burocratica» dei nostri cittadini potrebbe sfociare in rabbia e violenza. A questo proposito preferisco ricorrere allo stile retorico del cinismo e affermare che il modellismo aeronautico è una delle attività ricreative più pericolose al mondo. Probabilmente è per questo che la Comunità Europea (UE), attraverso la sua Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), ha dovuto imporre con estrema urgenza delle norme di sicurezza al modellismo aeronautico.1) Dopotutto, è compito dello Stato proteggere i propri cittadini
proteggere i propri cittadini. Quando affermo che le nuove leggi spesso nascono dalle proprie frustrazioni, immagino che i giuristi dell’EASA responsabili del modellismo aeronautico, a causa della loro inettitudine in materia, abbiano dovuto operare in modo estremamente pericoloso. Chiunque voglia leggere le norme può rendersi conto esattamente delle catastrofiche violazioni dello spazio aereo
devono aver commesso – e si dice che qualcuno abbia davvero dimenticato di registrarsi...
Restiamo sulla questione più importante del mondo, la registrazione. Non è, come aveva recitato a memoria la consigliera federale Sommaruga in Consiglio nazionale e in Consiglio degli Stati, una cosa che si ottiene «con un solo clic del mouse». Se voglio arricchire le mie vacanze all’estero dedicate all’aeromodellismo con il mio aliante da pendio, devo addirittura sostenere un «esame» presso l’UFAC. Si tratta di minuscoli dettagli che fanno crescere all’infinito il tasso di occupazione nel settore pubblico, mentre
il settore privato soffre di carenza di personale qualificato (il 23% di tutti i lavoratori è impiegato nel settore pubblico). Se sostengo inoltre che gran parte di questa crescita del numero di dipendenti statali sia dovuta a inutili interventi statali, vedo a lungo termine un pericolo per la nostra democrazia diretta. Il tutto avviene in modo subdolo.
Cari colleghi «sostenitori dell’EASA e dell’UFAC», vogliamo davvero che anche il nostro tempo libero si allontani sempre più dalla nostra concezione liberale della società?
Emil Giezendanner
redaktion@modellflugsport.ch
1) Queste regole riguardano ovviamente anche, e in particolare, la diffusione dei droni. Tuttavia, poiché in molti paesi non viene fatta distinzione tra aeromodelli e droni, faccio lo stesso.

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