Hawker Hurricane Mark II in scala 1/4,5 di Alain Fontana
Alain Fontana, che pratica l’aeromodellismo dal 1978, fa parte di quei modellisti per i quali il lavoro in officina rimane importante almeno quanto il piacere di far volare i propri modelli, e questo per una questione di soddisfazione personale. A ben vedere, non si tratta necessariamente di una tradizione intrisa di odore di colla bianca, quanto piuttosto dell’espressione delle proprie capacità creative attraverso l’apporto di soluzioni originali «fatte in casa» che Alain desidera, sia per principio che per filosofia, applicare a ciascuno dei suoi modelli, che si tratti di riproduzioni in scala o di vere e proprie fantasie volanti (forse ne riparleremo presto).

Detto questo, sebbene il nostro autore si distingua da tempo per le sue ricostruzioni estremamente dettagliate di biplani e triplani della Prima Guerra Mondiale, oggi ci soffermeremo su un’altra storia, altrettanto umana, attraverso l’Hawker Hurricane in scala 1/4,5.
Non torneremo sulla storia di questo iconico caccia della Royal Air Force che forse incarnò, ancor più dello Spitfire – allora molto meno numeroso nei cieli britannici – tutto lo spirito di resistenza britannico di quelle ore buie del settembre 1940, se non per sottolineare quanto esso abbia segnato un’evoluzione, tra le altre, a metà degli anni ’30 grazie al suo design ereditato dai precedenti biplani e a tutta la transizione e le sfide verso quella nuova generazione che rappresentava per i piloti (e soprattutto per i loro superiori) il caccia monoplano con ala a sbalzo e carrello retrattile. Poiché presumo che tutti qui abbiano già esaminato a fondo le foto di questa straordinaria realizzazione, ci concentriamo quindi su ciò che è meno visibile, ovvero le poche soluzioni tecniche adottate che hanno permesso di ottenere, con questa finitura, un peso finale ragionevole per questa scala, il che rende

tutto il fascino di questo modello di crescita personale.
La storia ha inizio un po’ per caso, con l’acquisto di una fusoliera costruita solo in parte sulla base di un kit Mick Reeves. Per i nostri lettori più giovani, Mick Reeves, che fu campione del mondo di F4C nel 1978, rimane una vera e propria istituzione nel mondo del modellismo d'oltremanica. Oggi suo figlio Jim continua a commercializzare i suoi kit, per i quali vale la pena precisare che le soluzioni tecniche offerte presentano alcune originalità, se non addirittura anacronismi tipicamente britannici, la cui validità tecnica, fatta eccezione per il numero di ore di lavoro preliminare
richieste, insieme alle necessarie regolazioni che richiedono una certa esperienza, non è mai stata messa in discussione. Questo Hurricane, con un'apertura alare di 2,77 m, è interamente costruito in legno. La fusoliera, costituita da un cassone a sezione quadrata circondato da travi e listelli disposti come nell’Hurricane originale, è ovviamente rivestita solo nella parte anteriore e ricoperta di Solartex. La parte anteriore della fusoliera è rivestita in fibra di vetro e, in alcuni punti, con pannelli di alluminio. La propulsione è assicurata da un ROTO 85cc FSi bicilindrico a 4 tempi che aziona un'elica 24x12 a 5300 giri/min (il che sembra poco ma è comunque ampiamente sufficiente, N.d.R.). I tubi di scarico, in lamiera, sono collegati direttamente alle
posizioni dei tubi di scarico del Merlin II originale. Il raffreddamento, punto critico per tutti i modelli il cui originale era alimentato da un motore a raffreddamento a liquido, ricorre ai seguenti accorgimenti: se il ROTO 85 è visibile solo attraverso i coperchi dei bilancieri del cilindro anteriore, privo di raffreddamento diretto, questo è garantito da un ventilatore elettrico installato nella cavità del radiatore ventrale. Questo dispositivo aspira e convoglia l’aria fresca raccolta verso i cilindri tramite un gomito a 180 gradi incastonato nell’ala. Il tutto è completato da griglie laterali che il colore nero del modello rende relativamente discrete. Se tutto è stato alleggerito il più possibile su tutta la lunghezza

Per quanto riguarda il braccio di leva posteriore, l’impennaggio, per le stesse esigenze di leggerezza, rimane montato in un unico pezzo. Come logica conseguenza di quanto detto in precedenza, sono stati aggiunti solo 340 grammi di
piombo sono stati aggiunti nella parte anteriore per il bilanciamento, il che, va detto, rimane ragionevole rispetto ad altri «casi» riscontrati su scala analoga (su cui non ci soffermeremo). →
La superficie alare rappresenta forse l’aspetto più singolare di questa costruzione. Dal punto di vista del modellista, uno dei vantaggi specifici dell’Hurricane è la sua superficie alare spessa.
Ciò consente non solo di garantire un comportamento stabile del modello anche con un basso numero di Reynolds,

ma anche, proprio grazie al suo spessore relativamente elevato, di richiedere teoricamente meno materiale da aggiungere alla struttura per contrastare, tra l’altro, le sollecitazioni di flessione che possono rivelarsi elevate durante il volo. Dopo un esame approfondito dei pannelli alari smontati, il cui spessore alla radice si attesta a un rispettabile 19% dello spessore re-
, si deve constatare che, a parte due listelli di abete sull’intradosso e sull’estradosso, non vi è alcuna cassonatura né distanziatore tra questi due longheroni, nemmeno a livello delle chiavi alari (in tubo). Non si riscontra nemmeno alcuna struttura in legno con rivestimento in tela. Per quale miracolo? Qui è stata sperimentata la soluzione proposta da Mick, il ProSkin, che consiste
da un foglio di resina epossidica grezza dello spessore di 0,3 mm incollato direttamente sulle centine con colla poliuretanica di tipo PU. Il redattore, che a priori non era molto convinto del procedimento, ha dovuto constatare la grande leggerezza dell’insieme unita a una buona resistenza alla flessione e alla torsione. Tuttavia, è opportuno tenere presente il rovescio della medaglia, ben noto a

Gli appassionati di costruzioni leggere sanno bene che la qualità di ogni incollaggio è fondamentale, elemento per elemento, senza dimenticare in particolare il fissaggio del carrello retrattile, che ovviamente non può tollerare alcuna approssimazione.
Per quanto riguarda la rifinitura, Alain è riuscito, partendo da questa base, a realizzare una serie di accorgimenti che fanno la differenza

il fascino di queste creazioni personali, come il predellino retrattile, il timone di appontaggio telecomandato, senza dimenticare il rinforzo delle nervature e l’effetto invecchiato ottenuto applicando del nastro di alluminio prima della verniciatura e spazzolandolo in seguito, tutti questi accorgimenti ricchi di aneddoti e, a prima vista, noti a molti, richiedono sempre quel tocco di maestria proprio di ogni modellista appassionato.
Tutto questo lavoro preliminare ha quindi permesso di garantire, date le dimensioni e il volume di questo modello, una massa di 16,3 kg, ovvero un carico alare di 115 g/dm², un valore di tutto rispetto per un warbird. Il budget rimane contenuto e si concentra sulla motorizzazione e sulle apparecchiature di bordo, ad esempio del tipo Savôx (pubblicità gratuita), il che fa sì che, alla fine, il valore di questo modello, proprio per la sua unicità, rimanga incommensurabilmente al di là di qualsiasi preoccupazione di natura puramente pecuniaria

visto il lavoro svolto (il che è positivo).
È stato quindi con grande fiducia che questo Hurricane Mark II ha effettuato il suo primo volo nella campagna vodese alla fine dell’estate del 2022, pilotato dal giovane Benjamin Fontana (responsabile dell’elettronica e della programmazione), senza che fosse necessario apportare altre correzioni se non la compensazione della coppia di imbardata generata dai flap abbassati in avvicinamento. In attesa di ampliare ulteriormente
il campo di volo già molto realistico di questo modello, è tempo di assaporare questo immenso piacere, che ricompensa legittimamente centinaia di ore di passione e dedizione in officina. Speriamo quindi, da appassionati di bellissimi aerei quali siamo, di rivedere già dalla prossima primavera questa magnifica realizzazione di Alain, al quale porgiamo le nostre congratulazioni, volare nei nostri cieli per la nuova stagione che si prospetta! Grazie a te.

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