Costruire, nel nuovo millennio
Nell'epoca del dilagante modellismo «fast-food» che vede molti piloti e neofiti avvicinarsi a modelli sempre più «pronto al volo» con poco se non nessun lavoro manuale, c'è ancora spazio per la voglia di costruire partendo da materiali semplici e poco lavorati.
Questo non significa dover rinunciare a tutto quanto offre oggi la tecnologia moderna, per cui un bel giorno, dopo aver discusso e fantasticato per un po' di tempo su quanto sarebbe stato bello poter realizzare a piacimento i nostri progetti di aerei radiocomandati, decidemmo di intraprendere insieme la costruzione di una fresa a 3 assi a controllo numerico (CNC). L'idea era maturata vedendo all'opera simili macchine alle fiere modellistiche internazionali, grazie alla consapevolezza che unendo le nostre conoscenze tecniche e manuali, saremmo stati in grado di costruirne una autonomamente, senza dover sopportare l'oneroso costo dell'acquisto di una versione professionale, sicuramente più performante ma certamente molto più impegnativa economicamente.
Naturalmente partire da zero in questo genere di progetti è sicuramente complesso e poco sostenibile, per cui cominciammo da una base già collaudata, appoggiandoci al progetto per fresa CNC autocostruita chiamata «Solsylva» (piani reperibili su internet con poca spesa) che faceva sicuramente al caso nostro siccome i materiali con la quale era composta erano facilmente lavorabili e reperibili (legno, cuscinetti a sfere per pattini a rotelle, profilati metallici, minuteria varia) e le modalità costruttive alla nostra portata (elettronica e meccanica dei tre assi di movimento X, Y, Z, telaio in legno e metallo).
Subito alla partenza ci rendemmo conto di dover operare degli adattamenti sulle misure, in quanto i piani dei quali disponevamo recavano misure e modelli di profilati semilavorati

con unità di misura anglosassoni. Inoltre alcuni materiali di facile reperibilità negli USA (luogo di provenienza del progetto), da noi erano quasi irreperibili, per cui adattammo tutto il progetto e le misure base alle nostre esigenze. Inoltre alcune parti non erano di nostro gradimento, giudicate per le nostre conoscenze, meccanicamente deboli, strutturalmente inefficienti o troppo poco precise per cui adattammo di volta in volta alcune parti secondo le
nostre esigenze e valutazioni. Il lavoro di preparazione dei pezzi, costruzione, lavorazione, assemblaggio, taratura e test durò ben 2 anni, siccome concordare le date dove ci potevamo trovare per lavorare insieme non era sempre un'impresa facile, ma con costanza e sostenendoci a vicenda, con l'entusiasmo che non mancava mai e soprattutto la voglia di vedere finalmente la «nostra» macchina realizzata e funzionante, finimmo e facemmo funzionare questo piccolo sogno che ora ci permette di disegnare qualcosa al PC, per poi vederlo realizzato nella realtà, un traguardo che per noi inizialmente sembrava pura fantascienza. Inoltre, avendo più volte modificato il progetto iniziale, disponiamo ora di una fresa CNC unica al mondo, autocostruita e personalizzata, una gran soddisfazione!
A volte tagliare un pezzo semplice con una fresa CNC è un lusso, si impiegherebbe forse meno tempo a tagliarlo e rifinirlo a mano, perché il pezzo va preventivamente disegnato con programmi CAD (computer aided design), trasformato poi con programmi CAM (computer aided machining) che si occupano di aiutare l'operatore a definire dettagli importanti per la lavorazione: ad esempio la velocità di taglio in base all'utensile utilizzato ed al materiale da lavorare, tipi di sgros-

sature, svuotature, profondità di lavorazione, ponticelli per non far «cascare» i pezzi lavorati, modo di entrare nel materiale con l'utensile, eccetera. Il prodotto generato dal CAM è poi un file in g-code, il linguaggio che impartisce gli ordini di movimento al controller della macchina che eseguirà il lavoro vero e proprio. Questo lavoro determina un investimento di tempo iniziale non indifferente, soprattutto per le prime lavorazioni, ma poi questo tempo si recupera in precisione dell'esecuzione e nella fantastica possibilità di ripetere la lavorazione quante volte si vuole, ad esempio per tagliare delle centine ed oggetti complessi simili che spesso devono essere tutti uguali o con caratteristiche ripetitive. Insomma, il famoso copia-incolla tanto amato sui PC di tutto il mondo, applicato ad oggetti tridimensionali e reali! Le lavorazioni possibili poi non si limitano al semplice aeromodellismo ma è possibile eseguire a piacimento intarsi, scritte scavando nel materiale, alleggerimenti di pezzi, taglio di dime per costruire oggetti sfruttando il taglio con filo a caldo nel polistirolo, realizzare elementi decorativi (scritte trasparenti nel plexyglass, forme in polistirolo, eccetera), forature ripetitive di piastre ed oggetti ... Insomma, l'uso finale è limitato solo dalla propria
fantasia e dalla capacità di far funzionare la macchina.
In conclusione, abbiamo costruito una macchina che permette di ... costruire, dando alla mano dell'uomo uno strumento che unisce i vantaggi della precisione e ripetitività d'esecuzione tipica di questo genere di apparecchi, permettendoci di tradurre nella realtà degli oggetti prima solo immaginati.
Speriamo che questa nostra esperienza stimoli altri giovani ad intraprendere progetti simili perché vi assicuriamo che la soddisfazione di arrivare in fondo e poter dire «funziona!» è grandissima, e noi che ci siamo passati possiamo dire che è circa la stessa di quando si vede finalmente volare un aeromodello costruito in casa, magari con dei materiali valutati poco nobili, ma che poi permettono di ottenere risultati notevoli! Molti di voi sanno di cosa siamo parlando e, nonostante anche noi voliamo modelli acquistati, per evidente comodità e risparmio di tempo, vi esortiamo a non smettere mai di costruire dando libero sfogo alle vostre idee e soprattutto sperimentare, pilastro portante di questo grandioso Hobby!
Massimo Lafranchi,
Davide Menegalli,
Damiano Thoma, @ Gruppo
Aeromodellisti Lugano

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