Il monitoraggio radio
Un’intervista pubblicata dalla rivista PTT al responsabile della sezione di sorveglianza delle comunicazioni radio del dipartimento Radio e Televisione delle PTT
PZ: Espressioni come «controllo» o «sorveglianza» hanno, nell’accezione comune, una connotazione un po’ sgradevole, perché potrebbero far pensare a un atteggiamento paternalistico o a una supervisione.
Signor Künzle: La legge sulle telecomunicazioni telegrafiche e telefoniche riserva alle PTT il diritto esclusivo di installare e gestire impianti di qualsiasi tipo destinati alla trasmissione elettrica e radioelettrica di segnali, immagini o suoni. Le PTT sono autorizzate per legge a cedere questo diritto a privati, concedendogli delle licenze. Così, in Svizzera sono state rilasciate oggi circa 26'000 licenze per la gestione di ben oltre 74'000 impianti privati di trasmissione e ricezione. A tali concessioni sono associate determinate condizioni alle quali il concessionario è tenuto a sottostare. Il nostro compito è ora quello di vigilare, per conto delle PTT in qualità di «amministratrice» del diritto delle telecomunicazioni, sul rispetto di tali disposizioni concessorie.
Con l’apparecchio di radiogoniometria a campo vicino si determina la direzione da cui emette un trasmettitore.

PZ: Finché le apparecchiature di trasmissione saranno più o meno liberamente disponibili nel nostro Paese, ci sarà sicuramente la tentazione di dedicarsi a un hobby interessante utilizzando tali dispositivi.
K: La questione diventa meno innocua quando bande di contrabbandieri e ladri si avvalgono di tali apparecchi per svolgere la loro attività. L'individuazione e la repressione di tali attività di trasmissione illegali è tuttavia solo uno dei compiti del nostro servizio. Le vie di trasmissione a disposizione dei vari servizi radio sono già molto limitate e diventano sempre più scarse di anno in anno. È quindi un ulteriore compito vigilare affinché i concessionari non violino la disciplina radio, non utilizzino gli apparecchi per scopi non previsti dalla concessione, non occupino inutilmente le frequenze, ecc. Infine, rientra nei nostri doveri anche collaborare all’individuazione di trasmettitori che causano interferenze agli impianti di proprietà delle PTT o concessi in licenza e, qualora il responsabile delle interferenze si trovi in Svizzera, adottare le misure necessarie per eliminare la fonte di interferenza. Questo compito assume particolare rilevanza quando ne sono interessati servizi vitali come il controllo del traffico aereo, la polizia ecc.
PZ: È quindi nella natura delle cose che, per essere efficace, il monitoraggio dello spettro delle frequenze debba essere effettuato 24 ore su 24. Come è organizzato tecnicamente il vostro servizio?
K: Per svolgere i propri compiti, il servizio di monitoraggio delle radio dispone di una serie di ricevitori e apparecchiature speciali. Per le attività di monitoraggio si utilizzano ricevitori speciali altamente sensibili, che coprono l’intera banda di frequenze da controllare, dalle onde lunghe alle onde decimetriche. Disponiamo di cinque stazioni presidiate e di diverse stazioni non presidiate distribuite su tutto il territorio nazionale, con le quali viene monitorato il traffico radio locale. I ricevitori ivi installati sono collegati alle stazioni presidiate tramite linee telefoniche. Tramite il telefono è possibile accendere e spegnere i ricevitori e ascoltare i messaggi intercettati.
PZ: Cosa succede quando individuate un trasmettitore illegale?
K: Il servizio di sorveglianza radio dispone non solo di ricevitori altamente sensibili, ma anche di diversi tipi di apparecchi di localizzazione che consentono di individuare rapidamente le emittenti. Per le localizzazioni a distanza sono operative le stazioni di misurazione situate a ovest, nord, est e sud del Paese, in collaborazione con la centrale di Berna. Esse consentono di restringere l’area in cui si trova un trasmettitore sconosciuto a un perimetro relativamente ristretto. Per determinare con precisione la posizione vengono poi impiegati dispositivi di localizzazione mobili. Se necessario, con il supporto delle forze di polizia, tali trasmettitori vengono smantellati, le apparecchiature sequestrate e i proprietari sottoposti a sanzioni.
PZ: Questo elenco di mansioni dimostra che l’attività di controllo delle comunicazioni radio è piuttosto variegata. Il servizio richiede ai propri membri anche conoscenze specialistiche?
K: Certamente. Sono particolarmente importanti le conoscenze in materia di concessioni, delle norme sulle comunicazioni radio, dell’ordinamento giuridico, della tecnologia delle alte frequenze, della radiogoniometria, della cartografia, del codice Morse e, non da ultimo, delle lingue straniere. Ko
Tratto dal giornale PTT 7/75

Per localizzare un trasmettitore, vengono effettuate diverse misurazioni di direzione da diverse postazioni. I dati trasmessi dalle stazioni di rilevamento vengono riportati su una mappa e analizzati.


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