Sono una leggenda: Kwik Fly MK3
Queste poche parole nella lingua di Shakespeare riassumono forse la fama del Kwik Fly di Phil Kraft? Da bambino ricordo che mio padre parlava di due velivoli straordinari per le loro caratteristiche di volo: il TAXI e il Kwik Fly.
Facciamo un salto indietro nel tempo. Questo aereo è stato campione del mondo nel 1967. Era un’epoca in cui le prestazioni dei motori e dei radiocomandi erano decisamente modeste rispetto alla tecnologia odierna. Un’epoca, tuttavia, non così lontana, in cui pionieri come i Matt, Giezendanner, Kraft e altri si sfidavano testa a testa con i propri modelli. Un’epoca in cui il volo di un aeromodello radiocomandato era un evento che suscitava grande interesse e ammirazione su larga scala. Il Kwik Fly MK3 fu commercializzato dall’azienda Graupner negli anni ’70 e riscosse un notevole successo.
Gli appassionati hanno a disposizione diverse soluzioni. È possibile trovare i progetti originali su Internet, reperire kit originali su siti di aste online e ordinare short kit o kit CNC/laser da artigiani privati. Per quanto riguarda quest’ultima opzione, ho esaminato tre possibilità:
Lo short kit belga di CARAMBA MODEL contiene tutti i pezzi pretagliati necessari, una cabina di pilotaggio termoformata e un progetto rivisitato in CAD (solo versione a motore termico), che offre un'ottima comprensione delle diverse fasi di assemblaggio. Sul loro sito web è disponibile l’elenco delle tavole e delle listelle da ordinare per completare la struttura.
SG model (Stefan Graupner) propone un kit di montaggio (con la copertura del modello originale) completo, sia nella versione termica che in quella elettrica, e con una vasta gamma di accessori.

Aumann-RC propone un kit completo in versione termica o elettrica, i cui dettagli sono riportati di seguito.
La discreta confezione (versione elettrica) si rivela straordinariamente ricca di componenti. Al suo interno troviamo le tavole e le listelli di balsa necessari, una calotta in vetro termoformato ben protetta, i pezzi tagliati al laser accuratamente imballati, il carrello di atterraggio principale piegato, il carrello anteriore a due gambe, i tiranti degli alettoni, il progetto su due fogli e le istruzioni di montaggio. Per completare la costruzione saranno necessari solo i componenti elettronici, il rivestimento in tela, i comandi a guaina per l’impennaggio, le cerniere, l’elica, il cono, un gancio di chiusura per lo sportello di ispezione, un pilota d’epoca e 3 ruote.
Sebbene la geometria classica di questo aereo sembri semplice, il montaggio si rivela delicato, a causa della moltitudine di pezzi e delle fasi di incollaggio. La difficoltà aumenta quando si scopre che le istruzioni e il progetto d’epoca non corrispondono alla progettazione della versione elettrica del signor Aumann. Tre elementi si rivelano preziosi: la propria esperienza di costruzione, i forum su Internet e la possibilità di chiamare il signor Aumann (che ha la gentilezza di lasciare il suo numero di telefono e gli orari di disponibilità su un foglio allegato alle istruzioni). Come per l’originale, vengono proposti due tipi di fissaggio delle ali: viti o elastici. Sul modello dell’articolo, nell’ottica di ottimizzare il peso, i timoni di coda sono svuotati (il che alla fine si rivela inutile), la giuntura delle ali è rinforzata con fibra da 60 g e viene creato un canale di aerazione attraverso il cono dell’elica traforato (con un’uscita sotto il telaio del motore e una dietro il fissaggio dell’ala sotto la fusoliera). Per quanto riguarda l’elettronica, i servocomandi HS225 MG azionano i vari comandi di controllo (le piastre dei servocomandi sono lavorate in fabbrica per componenti di queste dimensioni), un motore Hacker A40-10L accoppiato a un regolatore da 75 A spinge i 2,5 kg del velivolo (per un peso dichiarato di 3 kg e una batteria LIPO 4S da 2600, che offre un'autonomia di volo di circa 5 minuti).
Le prime prove si sono svolte sulla pista del GAM di Ginevra (Laconnex-Athénaz), magnificamente curata e libera da ostacoli, in condizioni di vento calmo. Fin dai primi metri in volo, una cosa salta subito all’occhio: a tutti coloro che sostengono che il Kwik Fly fosse un velivolo dalle caratteristiche di volo impressionanti, lasciate che vi dica quanto avete ragione. Le prime impressioni sono stabilità, reattività e precisione. L’A-40-10L fornisce una potenza sufficiente ma senza eccessi. Le migliori prestazioni sono state ottenute con un’elica APC Electro

14x10. In questa configurazione, il Kwik Fly esegue acrobazie con la sua leggendaria eleganza di un tempo. Le virate a botte e i loop sono molto precisi. La virata a taglio regge bene, ma richiederebbe un po’ più di potenza per mantenersi su una lunga distanza. I tonneaux a 2, 4 e 8 facce vengono eseguiti perfettamente. Il tonneau innescato assomiglia più a una botte che a uno snap roll (è il peso o la potenza la causa? La questione rimarrà aperta per i prossimi voli), ma, sorprendentemente, la vite si avvia facilmente e si interrompe dopo un quarto di giro. Lo stallo si traduce in un leggero affondamento con una lieve oscillazione delle ali. Di fatto, le virate strette in volo a velocità ridotta non presentano alcun problema. In configurazione a testa in giù, il Kwik Fly rimane preciso e piacevole. Con tutte queste qualità, va da sé che l’atterraggio sia solo una formalità.
In conclusione, nonostante le sue forme semplici e le eccellenti caratteristiche di volo, ritengo che questo meraviglioso modello sia destinato a modellisti esperti, la cui nostalgia alimenta la passione per gli aerei vintage. Desidero ringraziare il GAM di Ginevra per aver messo a disposizione la sua pista, il negozio Technic-Hobby di Ginevra per aver fornito i componenti di qualità necessari alla costruzione (elettronica e rivestimento) e tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo progetto... con un pensiero speciale a mio padre, che mi ha insegnato tutto in questa disciplina (scomparso nell’agosto del ’98), e a mia madre, il cui sostegno morale è stato incrollabile per 50 anni (scomparsa nel gennaio 2022). Questo aereo è stato costruito per rendere loro omaggio. Buoni voli a tutti. ■
*François Ballis, foto della famiglia Ballis e di Marc Humbert*


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