Cari lettori,
In nessun altro luogo dell’intero Aero Club il problema dell’adesione dei modellisti all’AeCS è stato trattato in modo così approfondito come nell’MFS. Anche la questione della fondazione di una propria federazione indipendente di modellisti non va trascurata in questa sede. Finora dai «vertici» dell’AeCS non sono emerse molte considerazioni concrete su questo argomento.
Nessuno ha avuto il coraggio, né la grandezza d’animo e la distacco necessari, per affrontare pubblicamente la questione di un’associazione indipendente dall’AeCS. Ciò che si è sentito finora potrebbe essere descritto con il termine «demonizzazione», ovvero una campagna sistematica volta a screditare quegli ambienti che si occupano di questo problema. Si parla di «manipolati» e «rinnegati». Il lettore attento noterà che si tratta delle stesse espressioni e degli stessi toni utilizzati, ad esempio, in politica, quando la destra attacca la sinistra o viceversa. Senza essere esperti di psicologia, si constata che ogni volta che una parte ricorre all’arma della demonizzazione sistematica, dietro a ciò non si nasconde altro che una grande insicurezza, smarrimento e incapacità di trovare una soluzione costruttiva al problema. La paura rende ciechi e stupidi e porta ad attacchi aggressivi, che, si dice, siano la migliore difesa. Il pollo che, preso dal panico, si lancia proprio sotto le ruote di un’auto è probabilmente l’esempio più pratico e lampante di questo fenomeno.
Da un punto di vista oggettivo e di principio, va detto che un’associazione di questo tipo è possibile. Anche senza staccarsi dall’AeCS, per così dire come concorrenza. La concorrenza non ha mai fatto male a nessuno – al contrario, stimola, libera nuove energie e costringe a inventarsi qualcosa. I monopoli (come avveniva in passato anche nei negozi specializzati nel modellismo aeronautico) portano facilmente alla rigidità, al predominio di pochi e alla dipendenza di tutti gli altri – uno sviluppo quindi piuttosto sfavorevole. Se invece si aprono ulteriori possibilità, alternative, allora la soluzione migliore avrà successo nel lungo periodo.
In questo contesto, il problema dei campionati viene continuamente enfatizzato. Naturalmente, anche un’associazione di aeromodellismo concorrente dell’AeCS può indire campionati svizzeri ufficiali. Associazioni simili in altri paesi, come quelle che in parte già esistono, potrebbero unirsi a livello internazionale e indire e organizzare campionati europei o addirittura mondiali. Dal punto di vista giuridico, quindi, non ci sarebbe alcun problema; sicuramente sarebbe possibile anche senza la macchinosa FAI.
Si potrebbero fare ulteriori riflessioni su questo argomento e addurre validi motivi oggettivi a favore di una nuova associazione. Tuttavia, e questo vi stupirà, oggi sono un convinto oppositore della creazione di una nuova associazione. Non semplicemente per principio o per qualche ideologia pretestuosa e vuota, ma perché ho riflettuto a fondo su tutto questo. Ecco solo alcune delle mie ragioni:
- Oggi disponiamo di un’organizzazione già esistente e relativamente ben funzionante. Ricostruirla da zero richiederebbe uno sforzo enorme e un dispendio infinito di energie, che andrebbero perse a scapito del modellismo aereo stesso. Dobbiamo unire le nostre forze e concentrarle sullo sport in sé, se vogliamo affermarci a livello internazionale.
- L’unione di tutte le discipline aeronautiche, come avviene nell’AeCS, mi sembra un’opportunità affascinante. Tuttavia, i modellisti devono finalmente uscire dalla fase iniziale e fare in modo di ricevere la stessa attenzione riservata, ad esempio, ai tanto coccolati piloti di volo a vela – affinché, per esempio, un campionato svizzero di volo a vela possa finalmente reggere il confronto con un campionato svizzero di aeromodellismo. Questo allineamento dovrebbe avvenire su molti livelli. Ho anche il sospetto che non costiamo abbastanza all’AeCS: ciò che non costa nulla, non vale nulla...
- Un’associazione indipendente di modellisti sarebbe composta soprattutto proprio da modellisti. Ciò significa però che avremmo a che fare anche con le persone, con tutte le loro piccole e grandi imperfezioni, con l’invidia, con l’egoismo, con chi “parla tanto ma non fa nulla”, con eterni brontoloni che non producono nulla di concreto, ecc. Non mi faccio illusioni al riguardo: i problemi rimarrebbero gli stessi, sempre la solita storia!
Cosa vogliamo, quindi? Non glorificare né rendere tabù le esperienze e il lavoro preparatorio dei nostri padri, ma partire da lì per elaborare la soluzione migliore e più al passo con i tempi per noi. Per quanto riguarda i giovani, la tradizionale forma associativa ha sicuramente fatto il suo tempo. Dobbiamo cercare nuove forme. Esistono già alcuni spunti in tal senso; penso ad esempio alla recente assemblea generale della sezione di Zurigo dell’AeCS.
Cordiali saluti
Emil Giezendanner

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