Titelstory

Fuori il motore e via verso la montagna

von Martin Zürcher
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IG PSSAS – Volo modellistico di un genere un po’ diverso


Bisogna ammetterlo: i membri della PSS sono modellisti come tutti gli altri. Non sono più belli, non sono più bravi in matematica o a scrivere, ma molti di loro sono dei veri maestri nella costruzione leggera. Il motto del gruppo PSS, «più è leggero, meglio vola», forse non è sempre vero, ma si avvicina molto alla realtà.



La nascita dell'IG PSSAS

Era molti anni fa, a dire il vero addirittura nel millennio scorso, quando alcuni esemplari della specie «Homo Modellflieger» si proposero di rinunciare sistematicamente a motori, tubi di scarico, carrelli di atterraggio, serbatoi o persino a batterie dal peso infinito. Questo intento non è stato sempre coronato dal successo. Molti dei cosiddetti «progetti» sono finiti dritti nel bidone della spazzatura, a marcire da qualche parte in una cantina da hobbisti o in una soffitta. Altri, invece, hanno effettivamente osato far decollare le loro creazioni senza propulsione, con successo: gli apparecchi volavano esattamente fino a dove chi li lanciava riusciva a lanciarli (l’autore deve ammettere a malincuore di aver fatto parte anche lui di questo gruppo).



Ad alcuni, però, riuscì comunque di compiere i primi giri in pendenza. Altri riuscirono addirittura a mantenersi in corrente ascensionale per diversi minuti. Tutto ciò avveniva per lo più in luoghi dove i protagonisti si sentivano al riparo da sguardi indiscreti. Nessuno di loro voleva infatti passare per un pazzo. Le scene in Inghilterra e in America, però, erano già note da alcuni anni a quell’epoca. Nei circoli degli addetti ai lavori si sparse rapidamente la voce che anche in Svizzera si erano registrati alcuni successi.


Fondata nel 1994

Fu Peter Hofer di Altdorf a organizzare il primo raduno PSS in Svizzera. Il 24 settembre 1994, sopra Altdorf, sul Biel Kinzig, soffiava un vero e proprio vento di föhn. Condizioni ideali per far volare davvero i modellini che avevamo portato con noi. Il gruppo che si riunì allora non era molto numeroso. Erano presenti sul Biel Peter Hofer, Walter Wolf, Paul Schilliger, Alfred Genther, Urs Brechbühl, Alex Arnold e lo stesso autore. Alcuni dei suddetti volevano innanzitutto vedere cosa succedesse e se la cosa funzionasse davvero. Altri, invece, avevano l’ambizione di fornire effettivamente la prova. Urs Brechbühl, di Thun, con il suo Fokker 27 ha ben presto sfrecciato lungo il pendio in modo tale che non si poteva fare altro che rimanere a bocca aperta. Anche il suo Super Sabre e il suo Harrier, entrambi con ali ancora un po’ troppo grandi, hanno saputo convincere. Da parte sua, Alfred Genther – considerato uno dei pionieri di questa disciplina di aeromodellismo in Svizzera – aveva portato con sé il suo Bell X-1, un modello che, per gli standard del PSS, è ancora oggi molto insolito, ma che volava bene. Anche il suo Martin B-57 Canberra ha saputo convincere. Ha spaventato gli uomini presenti con il suo primo atterraggio. Con un boato, un portello si è aperto all’improvviso e il suo Canberra è sceso dolcemente verso terra, penzolando da un paracadute. Anche Peter Hofer, che ha compiuto alcuni giri con il suo Rödel Tornado, ha potuto festeggiare un successo. L’autore, il cui Rödel Alpha Jet ha anch’esso fatto il suo battesimo dell’aria, deve però ammettere a questo punto che all’epoca apparteneva chiaramente a coloro che, pur facendo volare gli aerei, facevano qualcosa che non aveva molto a che vedere con il volo vero e proprio. Non importa, il «virus PSS» era ormai stato instillato. In tarda serata, il 24 settembre, i sette uomini nel parcheggio della ferrovia Biel-Kinzig decisero di fondare l’associazione Power Scale Soaring Association Switzerland.



Gli anni sono trascorsi

Quella che nel 1994 era stata piantata come una piccola pianticella, negli ultimi anni è cresciuta e ha dato i suoi frutti. Dei sette soci fondatori, cinque sono ancora oggi più o meno attivi nell’associazione. Il numero dei soci si è ormai stabilizzato a poco più di 30. Alcuni di loro fanno parte del nucleo duro, composto da circa 15-20 modellisti. Partecipano, quando possibile, a tutti gli eventi in programma. Anni fa, in occasione di un’assemblea generale dell’IG PSSAS, è stato deciso di incontrarsi almeno quattro volte all’anno per volare insieme. All’epoca, alcune zone di volo furono valutate per verificarne l’idoneità alla PSS. Si sono affermati gli incontri in Ticino, nell’Oberland bernese e nella regione di Uri. Rimane anche l’assemblea generale al «Kreuz» di Winikon. Ciò che però è cambiato radicalmente sono i modelli che oggi vengono trainati su per il pendio.



Semplice, prima di tutto

I modelli PSS sono in grado di apprendere. Un vantaggio da non sottovalutare quando si cerca di trovare un equilibrio tra aerodinamica, peso e i vari parametri di regolazione. Certo, lo stesso vale anche per i colleghi modellisti che hanno equipaggiato i propri modelli con motori a combustione o elettrici. Per la maggior parte di loro, tuttavia, l’angolo di planata e il peso giocano un ruolo di gran lunga minore. Se ci si trova troppo in basso, basta un piccolo movimento della cloche per risalire facilmente. Se il baricentro e l’EWD sono anche solo vagamente corretti, è possibile planare da una certa quota anche con il modello più malridotto. I modelli PSS, però, non devono limitarsi a planare, ma devono guadagnare quota. Chiunque abbia mai lanciato oltre il bordo di un pendio un modello che ha costruito in centinaia di ore nel proprio laboratorio e da quel momento in poi abbia visto solo una discesa inarrestabile, sa esattamente di cosa sto parlando. Nel Mittelland, su un piccolo versante esposto al vento d’ovest o al bisen, la situazione potrebbe non essere così drammatica. Basta una breve passeggiata per recuperare il modello qualche metro più in basso. Nelle Alpi o addirittura in montagna, tali recuperi si trasformano rapidamente in scalate. Questo è ciò che si definisce «aeromodellismo estremo». Non solo estremamente faticoso, ma anche estremamente pericoloso. È sicuramente meglio trovare i profili adeguati e i parametri di regolazione ideali.



Deve pur essere possibile!

I modelli PSS sono in grado di apprendere. Un vantaggio da non sottovalutare quando si cerca di trovare un equilibrio tra aerodinamica, peso e i vari parametri di regolazione. Certo, lo stesso vale anche per i colleghi modellisti che hanno equipaggiato i propri modelli con motori a combustione o elettrici. Per la maggior parte di loro, però, l’angolo di planata e il peso giocano un ruolo di gran lunga minore. Se ci si trova troppo in basso, basta un piccolo movimento della cloche per risalire facilmente. Se il baricentro e l’EWD sono anche solo vagamente corretti, è possibile planare da una certa quota anche con il modello più malridotto. I modelli PSS, però, non devono limitarsi a planare, ma devono guadagnare quota. Chiunque abbia mai lanciato oltre il bordo di un pendio un modello che ha costruito in centinaia di ore nel proprio laboratorio e che da quel momento in poi abbia continuato a scendere senza sosta, sa esattamente di cosa sto parlando. Nel Mittelland, su un piccolo versante esposto al vento d’ovest o al bisen, la situazione potrebbe non essere ancora così drammatica. Basta una breve passeggiata per recuperare il modello qualche metro più in basso. Nelle Alpi o addirittura in montagna, tali recuperi si trasformano rapidamente in scalate. Questo è ciò che viene definito «modellismo estremo». Non solo estremamente faticoso, ma anche estremamente pericoloso. È sicuramente meglio trovare i profili adeguati e i parametri di regolazione ideali.



Alla ricerca della gallina dalle uova d’oro

Chi tra gli appassionati di aeromodellismo non li ha già cercati? Anche noi dell’IG PSSAS continuiamo a cercarli. Probabilmente non li troveremo mai. Abbiamo però fatto qualche passo avanti. Oggi i membri del PSS riescono piuttosto bene a far volare un nuovo modello. Un progresso rispetto agli inizi. Ma anche per il PSS non si può fare a meno delle correnti termiche e delle correnti ascensionali: non sono del tutto estranei ai successi del PSS gli aerei elettrici, l’A-10 Thunderbolt, il Venom, il Vampire e alcuni altri. Erano tutti modelli che, alcuni anni fa, hanno imparato a volare con eliche in legno e motori Speed 400. Tutti costruiti in modo molto leggero, all’epoca ancora in balsa e compensato. Successivamente si sono aggiunti polistirolo, Depron e, in parte, EPP come materiali da costruzione leggeri e facili da lavorare. Nel frattempo, nelle montagne svizzere vola persino il primo modello interamente in vetroresina autocostruito, un’Aérospatiale N 262 Frégate. L’impegno di Kilian Henzi è durato poco meno di cinque mesi. In questo periodo, oltre al suo hobby «professionale», ha progettato, disegnato e costruito in breve tempo un modello prototipo, dotandolo di dettagli finissimi come cerniere delle porte, sportelli, coperchi e migliaia di rivetti. Da questo ha poi realizzato sette diversi stampi in vetroresina e già a maggio ha volato la prima N262: 150 cm di apertura alare. Nella versione più leggera – poco meno di 850 grammi – ha già fatto tremare più di un aliante da vento leggero e ha stabilito nuovi standard all’interno dell’IG PSSAS.



Perché il volo a vela con Power Scale?

Semplicemente per una questione di originalità. Non ho nulla contro le superorchidee bianche come la neve con i bordi rossi, che senza dubbio hanno prestazioni di gran lunga superiori a quelle di un modello PSS. È solo che, in fin dei conti, sembrano tutte quasi uguali. Ai nostri raduni vola un imponente DC-3 con un'apertura alare di tre metri accanto a un Mustang P 51 da 80 cm, un N 262 della Danair e un Hawk dell'esercito svizzero. Allo stesso modo, su un pendio potrebbero incontrarsi un C 36 insieme a un Hunter, un Venom, un Partenavia P 68 e molti altri. Tutti sono costruiti e verniciati, almeno in parte, sulla base di un modello reale. Già questo di per sé garantisce una varietà che difficilmente si può trovare altrove.

Chi fosse interessato può trovare informazioni e numerose immagini su Internet all’indirizzo www.pssas.ch.

Chi desidera lanciarsi nell’avventura del Power Scale Soaring è cordialmente invitato a partecipare a uno dei raduni. Date e orari sono disponibili sul sito web. Chi desidera guardare un primo breve video, digiti su YouTube «Fiat G 55 Centauro» e troverà lì un video di un collega italiano sul Furkafliegen 2005. L’indirizzo da digitare direttamente è: www.youtube.com/watch?v=SUvo3G6-4as.

Quindi togli il motore, smonta lo scarico, riponi il carrello nel cassetto, prepara lo zaino e vieni con noi!



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